Questions and Solutions.

Essere un arciere e un tecnico o viceversa per me è diventata una cosa unica
e questo dualismo mi ha insegnato ad applicare, nella vita di tutti giorni, alcuni tricks,
che non solo mi hanno semplificato l’esistenza, ma hanno fatto risparmiare del tempo prezioso che ho potuto ottimizzare in altre cose.

Quando hai la sensazione di avere un problema… qualsiasi problema;

prima regola: non evitarlo: analizzalo, studialo, trova una possibile soluzione, testa e risolvi.

Ma chiediti prima di tutto una semplice cosa:

Se prima del problema, non c’era problema …
vuol dire che nel frattempo è successo un qualcosa che l’ ha generato?.

Pensaci bene…

Scopri cosa hai modificato nell’ultimo periodo e vedrai che per il 90% delle volte la soluzione sta lì!.

Riporta i parametri a come erano in origine e verifica se tutto torna a posto;
in caso negativo devi fare i conti con il restante 10% e di conseguenza il problema potrebbe essere serio.

Considerando il fatto che hai perso del tempo con il resto del 90%,
nel frattempo potrebbero essersi aggiunti altri problemi secondari e/o trasversali.

Seconda regola:

Di questi problemi risolvine UNO ALLA VOLTA…
sarebbe utile dal più vecchio cronologicamente parlando…
o nel caso quello che ritieni più “grave”.

Non passare al successivo senza avere trovato soluzione al precedente,
si ripresentera’ sempre e ti creerà ansia e stress che sommati a quelli successivi diventeranno ingestibili.

Ricorda che la somma di due problemi
NON è mai il doppio, ma quasi sempre il cubo, e se non li risolverai immediatamente,
da li a poco avranno saturato tutto il tuo tempo e le tue energie,
mentre stai ancora cercando la possibile soluzione.

Spero che queste due semplici regole possano dare una svolta alla vostra giornata.

A presto.

Maury.

Mantra e concentrazione

Solo pochi giorni fa, un’atleta e amico che seguo in allenamento,
mi ha fatto una domanda:
” ti osservo mentre ti prepari al tiro e durante tutta la volee e per tutta la sessione di allenamento o di gara,
e mi sembra che la tua concentrazione sia superiore a quella di tutti gli atleti che guardo e dai quali cerco ispirazione, ma cosa ti fa essere così concentrato e immerso in uno stato di quiete?”

Ho cercato di rispondergli, sottolineando che non è semplice, anche perchè non sempre sono in quelle condizioni di concentrazione; ma ben so che se sono in quello stato i miei risultati sono sempre e sicuramente buoni, mentre se per vari motivi non riesco a calarmi in quella condizione, anche se le medie sono positive ( e questo è dovuto a tanti fattori e non escluderei tra i primi tre, la messa a punto di tutta la strumentazione che può molte volte salvarmi da errori di rilascio o di equilibrio dinamico ) non mi sento bene con me stesso, perchè sento che non sono a posto mentalmente o come dicono gli orientali non sono centrato!

In questi anni di allenamento e competizioni, ho capito che per essere nella condizione migliore, devo aumentare il mio stato di concentrazione, e per fare questo devo togliere dalla mia testa le mille distrazioni mentali che la”sporcano”. non ci sono molti sistemi per cercare di alzare questo muro invisibile, che permette solo a noi di vederne fuori senza subirne interferenze esterne.

Sicuramente uno dei modi migliori è quello di crearsi un Mantra personale,
ma qual’è il vero significato di questa parola:
Man-Tra = pratica che protegge il pensare

Infatti il mantra altro non è che uno scudo, una barriera che ci permette di non essere influenzati da fattori esterni essi siano fisici, ambientali, sensoriali, meta-fisici;
ma per fare in modo che funzioni dobbiamo innanzi tutto essere a posto (stress/concentrazione/emotività/alimentazione..ecc) con noi stessi, e solo allora possiamo perfezionare il nostro Mantra.

Per capirne il funzionamento si può iniziare contando i secondi della nostra azione dal momento che poggiamo le dita sulla cocca della prima freccia ancora in faretra, fino al momento che tocchiamo la prossima freccia ( esempio 10 secondi )e così via fino a quando non finiamo le frecce a disposizione.
Chiaramente ognuno di noi ha il suo tempo, ma per funzionare bene, dobbiamo sforzarci che sia sempre lo stesso
( infatti se uno dei fondamentali è il ritmo qualche ragione ci sarà!!!), dopo di chè il primo modo per provare un mantra è quello di prendere questo tempo e invertirlo e quindi fare l’azione contando alla rovescia… 10-9-8-7-6-5-4-3-2-1… quando si arriva allo zero dovremmo avere le dita sulla cocca della prossima freccia.
( chiaramente è meglio iniziare in indoor dove la condizione temporale non è influenzata da luce e vento che possono modificare il timing ).
Questo comporta una tale e maggiore concentrazione che in modo automatico, vengono esclusi tutti i condizionamenti esterni, all’inizio di questo test potrete notare due cose…
la prima: i punti non saranno eccezionali ( ma non preoccupatevi di questo, dopo un centinaio di tiri la situazione si sarà ristabilita e anzi noterete un miglioramento).
la seconda: vi sembrerà di aver fatto meno fatica e di aver risparmiato molto del tempo a vostra disposizione.

Questo è quello che vi serve durante la fase del tiro, ma se volessimo continuare a mantenere questo stato anche durante la fase di riposo?
Chiaramente dovremo diversificare il Mantra per questa seconda fase, questo per permettere di distaccarci dalla prima fase; anche perchè in questo momento dobbiamo scaricare la concentrazione ma non distaccarci dall’attenzione.
Posso consigliare di utilizzare una poesia, una canzone o un testo qualsiasi che vi piace,
sarebbe meglio utilizzare un testo in inglese o francese o perchè no in latino, per il semplice fatto che le parole nella nostra mente non devono dare input di ricerca o spiegazione, ma devono fluire un po’ come si fa con la preghiera.
Per esempio, ultimamente utilizzo solamente la ritmica in loop di questa canzone:

anche se a volte cerco di inserire le parole,

Ride
You are everything I wanted
The scars of all I’ll ever know
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…
You saw all my pieces broken
This darkness that I could never show
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…
You are everything I wanted
The scars of all I’ll ever know
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…
You saw all my pieces broken
This darkness that I could never show
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…

ma poi alla fine mi perdo nel ricordarle esattamente ( difficoltà che ho sempre avuto di ricordare a memoria le cose ), e invece di rimanere concentrato causo l’effetto contrario.

A voi ora tocca fare esperimenti sul caso, datemi dei feed-back.
a presto.
Maury.

La filosofia zen applicata al tiro con l’arco

Mai come oggi, troviamo interessante tutto ciò che è “filosofico”
o per lo meno che possa essere ricondotto ad una filosofia di origine pseudo-orientale;
come se noi occidentali non fossimo in grado di utilizzare la mente e lo spirito, ma solo ed esclusivamente la nostra “fisicità” e la nostra esteriorità.
Ma non è propriamente così, specialmente nelle persone che hanno sviluppato interesse pratico nell’ambito sportivo ( e mi soffermo su queste, poiche’ penso di poterne parlarne liberamente per giusta causa).
Un’atleta agonista, che vuole raggiungere traguardi importanti, deve comunque prima o poi inserire nelle sue tabelle di allenamento, anche una parte che sia in grado di preparare la mente e lo spirito; nello stesso modo di come prepara la tecnica e il fisico, dopo di che potrà fare in modo che questo allenamento sia automaticamente inglobato nella complessità della sua disciplina.
In particolare mi riferisco al tiro con l’arco, al kendo, alla scherma moderna o altri sport dove la precisione del colpo e il punto finale siano l’insieme di una preparazione tecnica-fisica-psicologica che estendono la sensorietà del nostro corpo anche al di fuori di esso.

E per capire meglio questa “sensazione” vi allego uno testo tratto da un antico scritto Samurai:
“Il Trattato di Tahlan”- L’ARTE DELLA SPADA.
* tra parentesi ho inserito alcune mie riflessioni/descrizioni*

Molti secoli fa, all’epoca dei Samurai,
in Giappone fu scritto un testo sull’arte di maneggiare la spada:

“La comprensione impassibile” meglio conosciuto come “Il trattato di Tahlan”.

Mantieni la calma.
Chi comprende il significato della vita sa che nulla ha inizio e nulla ha fine, pertanto non si angustia.
Lotta per ciò in cui crede senza tentare di dimostrare niente a nessuno,
serbando la calma silenziosa di colui che ha avuto il coraggio di scegliere il proprio destino.
Questo vale in amore e in guerra.
Ascolta la voce del cuore.

Chi confida nel proprio potere di “seduzione”, nella capacità di dire le cose giuste al momento giusto,
nell’ uso corretto del corpo; rimane sordo alla voce del cuore.
Questa può essere udita solo quando siamo in perfetta sintonia con il mondo che ci circonda,
e mai quando ci riteniamo al centro dell’universo.
Questo vale in amore e in guerra.
Impara ad essere ( osservare e capire ) l’altro.

Siamo talmente concentrati su quello che riteniamo essere l’atteggiamento migliore,
che ci dimentichiamo qualcosa di importante:
per raggiungere i nostri obbiettivi abbiamo bisogno degli altri.
Pertanto, non è necessario limitarsi a osservare il mondo, ma dobbiamo immaginarci nella pelle degli altri
per sapere come la pensano.
Questo vale in amore e in guerra.

Trova il maestro giusto.
Il nostro cammino incrocia quello di molta gente che,
per amore o per superbia, ci vuole insegnare qualcosa,
Come distinguere l’amico dal manipolatore? La risposta è semplice,
il vero maestro non è colui che insegna un cammino ideale,
ma chi mostra al proprio alunno le molte vie d’accesso alla strada che dovrà percorrere
per incontrare il suo destino.
A partire dal momento in cui il discepolo trova questa strada,
il maestro non può più aiutarlo, perchè le sfide che egli dovrà affrontare riguardano solo lui.

Questo non vale per l’amore e per la guerra,
ma senza comprendere questo punto, non arriveremo mai da nessuna parte.

Spesso pensiamo che l’atteggiamento ideale sia quello di dare la nostra vita per un sogno,
ma non c’è niente di più sbagliato di questo.
Al fine di rendere un sogno realtà, dobbiamo prima di tutto, conservare la nostra vita
( dobbiamo sopravvivere ), e quindi dobbiamo sapere come evitare ciò che ci minaccia
( direttamente e indirettamente ).
Più premeditiamo ( pensiamo, riflettiamo, controlliamo ) sui nostri passi,
tanto più ci troveremo ad essere sbagliati ( fuori strada e sbagliare azione/reazione ),
perché non stiamo prendendo in considerazione gli altri, gli insegnamenti della vita, la passione, la calma.
Quanto più tentiamo di tenere sotto controllo le cose,
( sprecando un’enormità di energia vitale e psichica )
tanto più non ci accorgiamo che nelle nostre vicinanze, ci sono cose che non possiamo e non potremo controllare.
Una minaccia ( un pericolo, una situazione rischiosa ) non dà alcun avvertimento
( e quando lo da è già in movimento e quasi sempre ormai tardi ),
e una reazione rapida ed efficace non può essere programmata per esempio come facciamo con una passeggiata nel pomeriggio di Domenica.
Quindi, se volete essere in armonia con l’amore o con la vostra battaglia/lotta
( con tutte le cose del vostro giorno che dovrete affrontare ),
allora dovete imparare a reagire e ad agire in fretta e con la massima precisione.
Usando l’osservazione gentile ( multi-sensoriale e circospaziale ),
non lasciate che la vostra esperienza presunta ( vissuta in passato e nel presente )
della vita si trasformi in una macchina ( sia meccanica ),
ma piuttosto utilizzate questa esperienza nell’ascoltare sempre e costantemente
“la voce del vostro cuore. ”
Anche se, non siete d’accordo ( e questo capiterà spesso a causa della vostra mente razionale )
con ciò che questa voce interiore vi sta dicendo, rispettatela sempre e seguite con fiducia i suoi consigli,
perché nell’inconscio (lei) sa quando è il momento migliore per agire e di conseguenza
il momento giusto per evitare azioni dannose o pericolose.

UNA RIFLESSIONE DEL MAESTRO:
Immagina che qualcuno stia contemplando un albero solitario.
Se uno guarda solamente una singola foglia rossa, non può vedere tutte le altre foglie.
Se al contrario i suoi occhi non si posano su nessuna singola foglia e
la mente non viene attirata da nessuna singola foglia, si vedranno tutte le foglie senza eccezione.
Se la mente non si sofferma su nessuna, verranno osservate tutte le migliaia di foglie contemporaneamente.
Una persona con questa capacità è come Sahasrara ( il settimo chakra, il centro del pensiero e della comprensione.
Il suo funzionamento disarmonico o insufficiente è causa di rigidità, superficialità, insoddisfazione e
mancanza di volontà spirituale;
al contrario la sua armoniosità porta a:flessibilità, introspezione, soddisfazione, volontà e forza spirituale)
dalle mille braccia e dai mille occhi.”
La mente, lo spirito, il corpo, la spada, l’arco e il mondo devono essere tuttuno,
devono funzionare a l’unisono senza blocchi o interruzioni nella loro azione,
devono fluire come un’unica entità,
questa è la-mente-senza-la-mente caratteristica della realizzazione della filosofia zen.

Tahlan -monaco zen

A presto
Maury.

FINALMENTE!!!!

In questo weekend finalmente ho raggiunto tre obiettivi che avevo in programma.

Nella giornata di ieri ho conseguito la qualifica di istruttore con specializzazione Giovanile.

Nella giornata di oggi ho realizzato i 560 punti in gara.

Vincendo due ori importanti per la mia società: uno di classe e uno a squadre.

E probabilmente ( solo domani potrò averne riscontro certo ), sono riuscito a rientrare in ranking Nazionale al 28.mo posto con 1118 punti recuperando 10 posizioni dal 37.mo posto; riuscendo così ( per il momento a qualificarmi agli Italiani di Bari del 2017 ).

Ora rimane solo da migliorare la posizione con un’altro 560 o magari qualcosina di più, nelle prossime due gare in programma a dicembre.

Inoltre sono molto soddisfatto del bellissimo oro di Matteo che con un fantastico 570 vince la sua classe . 

Anche di  Camilla che si piazza al secondo posto con un argento e un super 559, dietro solo a Tatiana Andreoli , e a Lidia che vince  un oro ma con un punteggio non nelle sue attitudini.

Che dire! fantastico weekend!!!

Who dares wins.

A presto. Maury.

Quando vincere non è tutto.

Ci sono giorni come ieri, ma sopratutto come oggi, che pur avendo fatto un doppio risultato positivo ( un argento di classe e un oro a squadre ) mi lasciano un amarezza e un senso di sconforto pazzesco . 

Quando ti prepari fisicamente e tecnicamente e cerchi di esserci anche psicologicamente, ma sai che c’è  qualcosa che non funziona… li da qualche parte nella tua testa e nei tuoi pensieri ed è  proprio quello che condiziona i tuoi punti volee dopo volee vedi pian piano sfumare per l ennesima volta il tuo obiettivo finale.

Alla fine si, fai due podi e gli amici ti dicono bravo e dovresti esser in cuor tuo contento… ma quale contento.

Sono incazzato come un puma, come quando l’ aquila gli ha rubato la sua preda tra le zampe.

Ho ancora tre gare a calendario: Settimo, Buttigliera, Cantalupa  ( e in stand by Collegno e Gallarate ) per cercare di risalire questa maledetta ranking bloccata al 35° posto… mai stato così lontano ed è  una sofferenza.

Un grande amico e  avversario, ma tra noi ci sarà sempre un grande rispetto, un  giorno mi ha detto di non pensare a niente e di fare quello che so fare meglio… e che lui crede nelle mie capacità e se mi vede tirare bene gli faccio venire la voglia di seguirmi e di raggiungermi. Ecco in questo momento penso che ascoltero’ le sue parole e le userò per due mesi; come il mio mantra.

Grazie Gabro!.

A presto.

Maury.

2.A Gara Indoor Venaria Reale 15+16/10/2016

Che dire …
Avete presente quando chiedi a te stesso di riuscire a superare un limite,
che poi alla fine non è un limite se non nella tua testa?,
perchè già quel limite l’hai superato tante volte e quindi lo sai che non è impossibile?
Ecco anche questa gara è andata così.
Venerdì sera finalmente in allenamento e test gara, supero facilmente per due volte i 280 ( 282+284 ),
e quindi ho buoni propositi di fare quei 5/6 punti in più per arrivare alla soglia dei fatidici 1120,
che potrebbero darmi un certo margine di sicurezza per rimanere nei primi 30 della ranking Italia.

In gara tutta un’altra storia.
Nel primo set perdo per strada almeno 4 punti ( sempre quei quattro maledetti 8 ad ore 5 ) chiudendo con un 277,
ma posso sempre cercare di rifarmi, ed infatti inizio molto bene le prime 5 volee del secondo set recuperando ben 4 punti,
144 alla 5a non è male; poi entra un 26 con due 8 sempre a ore 5, e li perdo la concentrazione,
in una sola volee ho bruciato il margine di recupero.
Poi entrano abbastanza facili due 28 e un 27… 253 alla nona va bene tutto anche un 27, nulla è  buttato…
è pur sempre 1 punto in più, sarebbe meglio se ntrasse un 28 o un 29, si può fare o no?
e invece entrano subito due 8 ( dove?  a ore 5, naturalmente !!!) e mi salvo l’ultima freccia con una X,
ma ormai non riesco a fare  più di 556.
Un’altro 556…
un’ altro primo posto di classe e di squadra che però mi lasciano l’amaro in bocca.
Il risultato finale è che vengo proiettato dal 29° al 33° posto in ranking…
Mi rimangono 4 gare per cercare di fare un benedetto 562… ci riuscirò?
Di sicuro non mi arrendo e come al solito darò tutto quello che ho, cercando di allenarmi il più  e il meglio possibile.

Mi viene in mente una frase del comandante Wallace Boden:
“Preferisco morire in piedi, che vivere in ginocchio”

e così sarà!

Who dares wins.

Brave Michela e Camilla e Gabriele per i loro podii;
e bravi a Franco, Daniele per avermi permesso di salire sul podio a squadre

venaria-qualificazioni

A presto.
Maury.

Prima gara indoor: Asti 9 ottobre 2016.

Domenica 9 ottobre ho partecipato alla mia prima gara indoor della stagione, ad Asti dove la società  Astarco  come al solito ha saputo organizzare un ottimo evento.

Con Franco ed Enrico abbiamo deciso di portare anche la squadra Master Olimpico , sperando di salire sul podio.

Due soli obiettivi:

1° cercare di non fare troppi errori e di tenere fisicamente x tutta la gara

2° se possibile fare qualche punto in più  del 556 di Cantalupa del 14 febbraio 2016.

A consuntivo di errori ne ho fatto qualcuno, per fortuna non gravi, fisicamente non ho patito più  di tanto eccetto la solita cervicalgia che ormai sta diventando cronica, ed ho fatto un 556 che se da una parte mi da fiducia per le gare future, dall’altra mi fa rimanere bloccato in ranking al 29° posto ( e in due settimane ho perso ben 4 posizioni ).

Unica soddisfazione il primo posto in classifica master e anche un primo posto a squadre.

Sabato 15 ci riprovero’ in quel di Venaria, vedremo se riuscirò  a fare qualche punto in più,  anche se non riuscirò  a fare podio a questo punto mi interessa solo scalare di qualche posizione della ranking. 

Who dares wins! !!!

A presto.

Maury.